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In un precedente articolo abbiamo detto che la particolarità di un circuito AND è quella di assumere un valore logico in uscita H (definito per convenzione valore alto 1) quando tutti gli ingressi hanno valore logico 1. (continua…)

I circuiti logici sono circuiti di commutazione, (continua…)

In molte apparecchiature elettroniche trovano largo impiego le batterie al nichel-cadmio, in quanto risultano di costruzione molto robusta e la loro ermeticità è perfetta. Presentano una sufficiente capacità in rapporto alle loro dimensioni, una notevole stabilità della tensione ed il loro costo di esercizio è considerevolmente ridotto. In commercio si trovano diverse tipi di batterie a nichel-cadmio che differiscono per dimensione e forma, le più comuni sono: ad elementi singoli a bottone, batterie di elementi a bottone e ad elemento cilindrico formato pila. Le caratteristiche elettriche principali degli elementi al nichel-cadmio sono: tensione media di scarica ~ 1,22 V per elementi normali e ~ 1,24 V per elementi speciali; tensione finale di scarica (1,10 V per scariche normali); tensione di carica che varia da ~ 1,35 a ~ 1,45 V ; intensità di scarica normale corrispondente ad una scarica completa in 10 ore; intensità di carica normale che risulta pari alla corrente di scarica per 10 ore. Gli accumulatori al nichel-cadmio durante la fase di scarica possono essere ricaricati mediante l’adozione di caricatori appositamente progettati per i diversi tipi di batterie. A titolo informativo, in fig.1 è riportato lo schema elettrico di un semplice carica batterie per accumulatori al nichel-cadmio, in grado di caricare a corrente costante, fino ad un massimo di sei elementi da 1,5 V connessi in serie, con un’intensità di carica variabile, a secondo l’esigenze, da ~45va 500mA. Come puoi notare, il circuito è sostanzialmente un alimentatore c.c ( corrente continua) che è connesso alla batteria da ricaricare attraverso il transistore TR1, il quale mantiene la corrente ad un livello predeterminato. La corrente di collettore del dispositivo, viene definita da una tensione continua stabilizzata fornita dal diodo zener D1 e dai resistori di polarizzazione di base in serie. Da notare la presenza del diodo D2, il cui compito è quello di impedire la scarica lenta delle pile quando sono connesse nel carica-batterie spento. La ricarica completa delle batterie o di elementi singoli scaricati normalmente fino a 1,1 V per elemento deve durare circa 14 ore, in quanto cariche prolungate fino a 24 ore, possono a lungo andare, influenzare la durata degli elementi. Va ricordato che, prima di collegare la batteria al carica- batterie, occorre portare il potenziometro P1 nella posizione di massima resistenza; si inserisce poi la batteria da ricaricare e si ruota lentamente il potenziometro, finchè il milliamperometro indica la corrente di carica desiderata, lasciando sotto carica la batteria per il tempo previsto di 14 15 ore al massimo.

 

 

 

 

 

 

La  Sostituzione di un componente (continua…)

La  Sostituzione di un componente (continua…)

Un impianto di videosorveglianza (continua…)

La misura di una tensione può essere fatta (continua…)

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